giovedì 31 maggio 2012

La recensione del film della settimana: Cosmopolis di Cronenberg


Tratto dal romanzo che possiamo definire profetico di Don DeLillo, il film di Cronenberg si sviluppa all'interno di una bianca limousine, simbolo del potere raggiunto da Erik Parker, golden boy dell'alta finanza che a soli 28 anni è già uno dei più potenti banchieri della grande mela e si sente già "vecchio" rispetto ai suoi giovani collaboratori di 22 anni.
In limousine Erik discetta con i suoi discepoli di alta finanza, ama avidamente e ingordamente, piange e si dispera, mentre attorno a lui il suo impero crolla inesorabilmente, nel giro di una giornata, a causa di investimenti sbagliati.
Erik Parker ha avuto troppo dalla vita e in poco tempo. E' un uomo annoiato e affamato di senzazioni che cerca di entrare in contatto con la sua giovane e algida moglie, una pallida bionda appartenente alla migliore upper class newyorchese. Tutto è inutile, sono come due anime su binari paralleli destinati a non incontrarsi mai.
Agghiacciante la frase di lei quando lui si toglie gli occhiali da sole "ma...hai gli occhi blu! Non mi avevi detto che avevi gli occhi blu".
Cosmopolis rispetto a Margin Call ha dialoghi con linguaggi meno tecnici ed è un film più filosofico sulle storture dell'alta finanza, sono riuscita quindi a seguirlo meglio, anche se è un opera che si presta a svariate interpretazioni e per capirlo bene occorrerebbe vederlo almeno due volte.
Robert Pattinson ha lo sguardo di ghiaccio che solo nel drammatico finale diventa umano svelando il suo dolore.