venerdì 15 giugno 2012

La recensione del film della settimana: My week with Marilyn di Simon Curtis




La Locandina

Questa settimana sono riuscita ad andare a vedere il film My week with Marilyn, ero piuttosto curiosa di vedere il lavoro di Simon Curtis, in quanto si era scelto un argomento solo apparentemente semplice da raccontare sul grande schermo, ma in realtà ricco di insidie nella narrazione e soprattutto nei personaggi!


Colin Clarck

My week with Marilyn racconta la storia vera di Colin Clarck, all’epoca studente pischello che, grazie alla fortuna del principiante riesce a passare un’intera settimana con la donna più desiderata al mondo: Marilyn Monroe. La diva di Hollywood si trovava in terra britannica per girare l’adattamento cinematografico di un’opera teatrale: “Il principe e la ballerina”. Il protagonista era Sir Laurence Olivier, considerato il più grande attore teatrale dopo David Garrett, siccome Garrett visse nel Settecento, si può ben capire come gli inglesi siano di manica stretta nel riconoscere la bravura di coloro che calcano il palcoscenico.


Sir Olivier e Marilyn

Il ruolo di Elsie, la svampita ballerina che farà perdere la testa al principe, doveva andare alla moglie di Laurence, una certa Vivien Leigh (la Rossella Hoara di Via col vento), peccato però che Vivien avesse ormai battuto i quaranta, quindi i produttori per amore del botteghino imposero la bionda Monroe, all’epoca trentenne, e comunque, Vivien aveva già avuto anni addietro il suo momento di gloria, e il suo aiutino, grazie al marito, proprio nell’accalappiare il ruolo ambitissimo di Rossella. Per carità, nulla da ridire, è stata la raccomandata più brava della storia del cinema, ma ora doveva cedere il passo. Cosa non semplice, soprattutto se inizi ad essere rosa dalla gelosia e temi che la sciantosa americana possa fare capitolare il tuo aristocratico consorte. Colin Clarck era stato infatti piazzato nella troupe come terzo assistente proprio da Vivien, con il malcelato scopo di sorvegliare Laurence.

Inutili paturnie quella della Leigh, Sir Laurence era troppo inglese, troppo algido, troppo sul piedistallo per capire Marilyn e rimanerne affascinato. L’americana era una sorta di grazioso animaletto biondo, piena di insicurezze e affamata di tenerezze. Due mondi troppo diversi per comprendersi, e due diversi modi di intendere la recitazione: il set divenne luogo di scontro tra la scuola teatrale inglese ( Sir Laurence Olivier, Dame Sybil Thorndyke) e la scuola americana degli Strasberg di cui Marilyn era una rappresentante, anche se molto sottovalutata dalla critica.



Kenneth Branagh

Simon Curtis è riuscito a ricreare la graffiante atmosfera degli studi di Pinewood e ha scelto oculatamente gli attori di oggi che avrebbero dovuto dare vita agli attori di ieri: il set di My week with Marilyn sembra quasi la trasposizione in chiave moderna del set de Il principe e la ballerina, Olivier non poteva che essere Kenneth Branagh, considerato oramai da lustri il suo erede naturale, Judy Dench è pure lei una Dame del teatro britannico, e la tenera Michelle Williams, una “bellissima bambina” proprio come Marilyn.


Michelle Williams

Per chi appartiene alla generazione di Beverly Hills 90210 e Melrose Place, forse faticherà a ricordare gli esordi della Williams nel teen movie Dawson’s Creek, io però lo ammetto, anche se avevo già finito l’università mi sono comunque vista la serie, eh nostalgia canaglia dei tempi del liceo….
Di quel cast le due protagoniste sono diventate famose, una per effettiva bravura (la Williams), l’altra, Katie Holmes, semplicemente per avere sposato quell’invasato scientologo di Tom Cruise (comunque a onor di cronaca, ai tempi di Top Gun anche io me lo volevo sposare).

Se le due femminucce in un modo o in un altro sono sui rotocalchi, poche notizie si hanno dei maschietti del cast. Il protagonista Dawson è praticamente scomparso, mentre il suo antagonista, Joshua Jackson continua a fare film in Canada e Usa, ma è lontana la fama conquistata ai tempi della “Cricca”. Joshua è infatti più conosciuto per essere il compagno della bellissima Diane Kruger (la Elena del film Troy).



Dai teen-drama ai red carpet per gli oscar, Michelle Williams si è rivelata una fantastica performer per le sue interpretazioni in Brokeback Mountain; Blue Valentine, e Marilyn. In questa sua interpretazione Michelle riesce a dare a Marilyn quella dignità che Hollywood le ha sempre negato. Marylin era fragile, e al tempo stesso anche forte, nel desiderare tenacemente il successo, era una donna che alla fine si trovò prigioniera del suo personaggio: il mondo voleva Marilyn e non Norma Jane. Bellissima la scena in cui Marilyn e Colin stanno scendendo le scale di un antico maniero, il personale si accorge dei due, la riconosce e accorre e Norma Jane confidandosi con Colin “adesso gli faccio vedere Lei”.

Si, “Lei”, Marilyn, che fagocitava tutto e finiva per distruggere tutto per quanto era diva, più brillava e più distruggeva, Arthur Miller drammaturgo di fama e autore di Morte di un commesso viaggiatore, scompariva di fronte a lei. Difficile accettare di essere il Signor Monroe e allora, meglio mollare il colpo. 

Beffardo destino, le stelle non possono essere amate, ma solo ammirate perché se ti avvicini troppo bruci, e questo tutti gli uomini di Marilyn lo hanno imparato a loro spese.