domenica 10 giugno 2012

L'innocenza del prendisole


"È un giorno triste per New York. Sai cosa ho visto venendo qui? Una ragazza con un maglione. E sai cosa vuol dire? Che la stagione della pelle in vista è finita. Niente più canottierine, Ted. Niente gonnelline. Niente più abiti prendisole! I prendisole, Ted. Non credo di potercela fare, per altri otto mesi senza prendisole" così parlava Barney, uno dei protagonisti del film "Alla fine arriva mamma", feticisticamente ossessionato da questo capo di abbigliamento femminile.



Il prendisole è l'abito della stagione estiva che preferisco, perché regala a tutte una aria finto-innocente e indifesa, proprio grazie alle spalle scoperte.

Il prendisole è anche l'abito dei miei giochi di infanzia quando io, bimbetta di sei/sette anni, in assenza di mamma correvo nella sua camera e aprivo l'armadio per indossare l'abito delle meraviglie, quello che mi faceva diventare immediatamente una "signorina", che mi faceva diventare "grande".
Il prendisole di mamma era di colore blu scuro con piccoli fiorellini gialli e rossi dipinti sul corpetto e sulla gonna a ruota che mi piaceva far alzare facendo la giravolta. Quante volte mi sono sentita una principessa con quell'abito, e quante volte sono corsa a nascondermi perché perduta nelle mie fantasie non mi ero resa conto che il tempo era volato e mamma era tornata e avrebbe scoperto che avevo ficcato il naso nei suoi armadi.


In questa stagione estiva il prendisole, soprattutto quello ispirato agli anni '50, torna prepotentemente alla ribalda, così elegante in alcune collezioni da sembrare quasi un abito da cocktail, ma nessuno sarà mai come il prendisole di mamma, il mio prendisole, che purtroppo non esiste più.