venerdì 1 giugno 2012

Marilyn per sempre



Marilyn Monroe, una donna fragile e problematica alla ricerca perenne dell’amore vero, una delle più fulgide dive di Hollywood e una delle icone del Novecento.
Marilyn era anche un’attrice di rara comicità, anche se i membri dell’Academy non le riconobbero mai i suoi meriti, colpa forse della sfacciata bellezza che suscitava pensieri pruriginosi nei perbenisti anni ’50, infatti l’unico sex symbol a vincere l’oscar sarà Kim Basinger alla fine degli anni novanta.
A cinquanta anni esatti dalla sua morte, Marilyn Monroe continua ad affascinare.


Quando ero una ragazzina ho letto svariate biografie su di lei e mi piaceva collezionare le sue foto. Marilyn era così femminile, così bella, così elegante, sia che indossasse i jeans e fosse a piedi nudi, sia che fosse in abito da sera con taccatissime scarpe firmate Salvatore Ferragamo.
Ogni tanto provavo goffamente ad ispirarmi a lei.
Studiavo le sue foto e cercavo di capire quale fosse il segreto del suo fascino, una malia quella di Marilyn che sembra non conoscere mai il tramonto. Se la osserviamo bene Marilyn era lontana dai canoni  della moderna bellezza, non era alta, era rotondetta anche per la sua epoca, eppure, se ancora oggi entrasse in una stanza avrebbe gli occhi di tutti gli uomini puntati addosso, pur non avendo lo stacco di cosce della Schiffer e della Bundchen.


La bellezza di Marilyn era racchiusa nello sguardo, un misto di dolcezza e malizia che faceva di lei una donna-bambina, e questa sua caratteristica è stata resa alla perfezione dalla doppiatrice italiana. La voce italiana di Marilyn non era una voce di donna matura, bensì una voce argentina, squillante come quella di una ragazzina felice di correre a casa dopo avere finito la scuola.
Attrice in prevalenza di commedie, è strepitosa nel film “Quando la moglie è in vacanza” dove è la vicina di casa che sconvolge la vita ad un tranquillo correttore di bozze rimasto a lavorare nell’opprimente calura di New York mentre la moglie in ferie si gode il fresco della montagna. La scena della gonna alzata dal passaggio della metropolitana è entrata nella storia del cinema e l’ha resa indimenticabile. Recentemente quell’abito bianco con scollo all’americana è stato venduto all’asta per la ragguardevole cifra di 2 milioni di dollari! I sandali bianchi a listini erano invece, ovviamente, di Salvatore Ferragamo.

Il “calzolaio delle dive” amava chiamarla “la mia Venere” e per lei disegnò e realizzò bellissime scarpe, scarpe che nascondevano un segreto: un tacco era più corto dell’altro, in questo modo si accentuava, durante la camminata, il movimento delle anche….signore, se volete provare, i risultati però non sono garantiti.
Marilyn ha recitato alla perfezione il ruolo della bionda svampita, ma attenzione, non era una “bimbo girl”, nelle interviste le sue dichiarazioni rivelano invece una intelligenza vivace e uno sguardo disincantato sul mondo dello star system “ Hollywood è un posto dove ti pagano 1000 dollari per un bacio e 50 centesimi per la tua anima”.
Norma Jeane è diventata il simbolo della femminilità, Andy Worhol renderà il suo volto pop, per il nostroPier Paolo Pasolini sarà una sorella minore, una bianca ombra d’oro, per tutti noi sarà Marilyn per sempre.


A questa sfortunata diva è dedicato il film di Simon Curtis “My week with Marilyn” che uscirà il 1 giugno e nella stessa data, fino a gennaio 2013 le stanze del museo Salvatore Ferragamo in Piazza Santa Trinità a Firenze ospiteranno una mostra a lei dedicata, la moda riscopre invece l’eleganza raffinata degli anni 50, dove le donne indossavano la gonna a ruota e le signore perbene non uscivano mai senza una piccola borsetta.