lunedì 2 luglio 2012

Louise Brooks, la Valentina di carne che ispirò Crepax



E' stata la prima vera diva di Hollywood, quando ancora Hollywood doveva divenire il sogno dorato di uomini e donne in cerca di fortuna, fama, successo e ricchezza. La mecca del cinema all'inizio del secolo scorso stava emettendo i primi vagiti con pellicole girate in bianco e nero, dove attori e attrici dagli occhi bistrati si lanciavano sguardi fiammeggianti o languidi senza emettere alcun sospiro.

Il sonoro era lontano e se Rodolfo Valentino divenne il primo sex symbol per le donne di tutto il mondo, Louise Brooks faceva palpitare i cuori maschili con un solo battito delle sue lunghe ciglia.




Molto bella, straordinariamente fotogenica, il suo è il caschetto nero più famoso di tutta la storia del cinema, Louise Brooks, "pelle di camelia, occhi scuri e capelli di seta nera, lucidi come lacca cinese" è stata la "it girl" degli anni Venti. Colei alla quale si sono ispirate migliaia di donne, che in un impeto di indipendenza si facevano tagliare i capelli alla maschietta, gettavano al vento i corsetti simbolo di oppressione e scoprivano le gambe.

Erano gli Anni Venti, la decade ruggente delle "flapper girls", le cattive ragazze che bevevano, fumavano, mostravano le gambe scatenandosi al ritmo sincopato del jazz. Louise Brooks ne fu la principale interprete assieme a Zelda Fitzgerald.





Louise Brooks nasce prima come ballerina, diviene in seguito attrice e nel corso della sua altalenante carriera lavorerà anche alla radio in alcune soap opera, rivelandosi inoltre un'ottima scrittrice nell'ultima parte della sua vita.

Il suo carattere ribelle e indipendente la segnerà per sempre consegnadola all'ostracismo: Hollywood è stata spietata fin dai suoi albori, poco amando le donne di carattere e non remissive.




Attrice americana, i suoi migliori film Louise Brooks li girerà però in Germania e in Italia.

Il regista tedesco G.B.Pabst la preferisce a Marlene Dietrich e la vuole come protagonista del "Il vaso di Pandora". Il film, oggi considerato un capolavoro del cinema muto, verrà però fortemente criticato all'epoca dalla ricca e ipocrita borghesia tedesca, in quanto la pellicola ne esponeva i vizi molteplici. Louise Brooks è Lulù, la protagonista, e con lei nasce la famme fatale, la donna inquieta, sensuale e pericolosamente attraente per l'uomo, una forza primordiale della natura alla quale è inutile resistere, si può solo soccombere.

Fasciata nei bellissimi abiti di Jean Patou, Louise Brooks si muove sulla scena con naturalezza e sguardi carichi di intensità.

Per Pabst girerà ancora "Diario di una ragazza perduta" e per l'italiano Gemina "Miss Europa".



A 32 anni si ritira dalle scene, la sua bellezza bruna non è più di moda, con gli anni Trenta si affermano le bionde svenevoli.
Quasi come una sorta di passaggio di consegne, Louise Brooks rifiuta di girare "The public enemy". Il film, un grandissimo capolavoro lancerà il mito biondo di Jean Harlow, una delle prime bionde platino.


Ormai i folli Anni Venti erano tramontati, spazzati via da una delle più gravi crisi finanziarie del mondo moderno.

Il 24 ottobre del 1929, il crollo di Wall Street dà l'avvio alla Grande Depressione, il momento magico era svanito, eppure gli Anni Venti rimangono nel nostro immaginario quasi come un sogno spezzato, così briosi, così unici. In loro c'era la voglia di stordirsi, di dimenticare le brutture della Grande Guerra, c'era la speranza per un futuro fatto di tecnologia e velocità. Forse è per questo che durante questa grave crisi economica che stiamo vivendo, guardiamo agli Anni Venti come ad un Eden perduto.



Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, li ha saputi reinventare con magnificenza e opulenza, conservando linee geometriche pulite.

Il cinema e la televisione guardano a loro con nostalgia, ecco quindi l'affermazione del film "The Artist" e della serie " Boardwalk Empire".


I favolosi, ruggenti Anni Venti ci accompagneranno per tutto il corso del 2012. Il regista Baz Luhrman sta girando a Sydney, il remake de "Il grande Gatsby".


Saremo quindi flapper girl ancora per un bel pò. Ispiriamoci quindi a Louise Brooks per la pettinatura, il suo bob è più che mai attuale e aggiungiamo la trasgressività di Valentina.




Louise Brooks è stata l'unica attrice alla quale sono stati dedicati ben due fumetti: la Valentina disegnata da Guido Crepax e Dixie Dugan.