domenica 8 luglio 2012

Recensione del Libro di Lia Celi: Corso di sopravvivenza per consumisti in crisi




In tempo di crisi vanno alla grande tutti quei libri che sembrano consigliare alle famiglie come tirare la cinghia, di recente poi, in edicola è uscito anche il settimanale Occhio alla spesa, spin off dell'omonimo programma televisivo, che contiene tutte le dritte per preparare succulente vettovaglie con pochi euro.

C'è da chiedersi tuttavia, se tutti questi giornali, giornaletti, libri, libretti sul risparmio non siano in realtà un'astuta mossa di altrettanti scaltri editori e scrittori per mettere le mani, in maniera del tutto lecita, sui pochi euro rimasti nelle tasche degli italiani.

Lia Celi è giornalista (tra le sue collaborazioni ricordiamo quelle con Cuore e Smemoranda) e autrice di satira e da tempo conduce il blog satirico Bendix.

Il libro è una piacevole lettura estiva che descrive in maniera ironica i luoghi della perdizione: dal centro commerciale alla megaprofumeria, dal negozio biologico, al negozio cinese, ma in realtà non dice nulla di nuovo di quello che tutti noi consumisti già sappiamo. Tutte le donne che leggono riviste femminili da una vita e abbiano un pò di spirito critico conoscono benissimo i trucchi di comunicazione escogitati negli ultimi anni dagli esperti di marketing per spacciare come rivoluzionaria una semplice crema idratante.

"Corso di sopravvivenza per consumisti in crisi" è un mix tra il manuale e il mini trattato di sociologia in formato pocket, senza avere la pesantezza dei libri universitari. Divertente, tratteggia le varie tipologie di commesse che possiamo trovare nella nostra vita spendacciona (ormai poco spendacciona) e come ci possiamo trasformare quando il Demone Sperperone si impadroscine di noi! (il copyright del demone Sperperone è di mio fratello Mauro, quando tornavo a casa con troppi acquisti mi dileggiava dicendo che il suddetto diavoletto si era impadronito di me).

Siccome anche in tempi di crisi pochi euro possono fare la differenza, consiglio a tutti quelli che entrano in una libreria di non farsi subito incantare dal titolo, ma di mettersi tranquilli seduti su una poltroncina e iniziare a leggere; in questo modo ho potuto valutare quanto mi interessava l'argomento e come lo trattava lo scrittore, evitando tanti acquisti inutili.

Una buona parte di persone sanno scrivere bene, ma poche sono veramente degli scrittori.
Lettura piacevole, ma personalmente, se ne può fare anche a meno, e poi speriamo che tornino i tempi di Sophie Kinsenlla e di I love shopping!