domenica 16 settembre 2012

Recensione Libro Karma Pesante di Daria Bignardi, a cura di Enrica Gauriniello




Da questa settimana al mio blog inizia a collaborare Enrica Guariniello.

Enrica vi accompagnerà tra le pagine dei libri con il suo stile brillante e tagliente! Ecco a voi la sua prima recensione!

Per leggere questo romanzo non occorre avere un karma pesante, ma semplicemente intuirlo. Intuirlo vagamente a livello esistenziale. Oppure, più semplicemente, conoscere qualcuno dal karma pesante: in questo caso però meglio non aspettarsi di comprendere quel qualcuno grazie al romanzo della Bignardi.
Il testo è complessivamente scorrevole, forse troppo, e introduce nella vita di una quarantenne, brillante regista, con gli stereotipati problemi di conciliazione tra lavoro e vita privata.
Non ci si immedesima né ci si affeziona a questa Eugenia Viola, complessata e contraddittoria, forse perché banale e irrealistica al tempo stesso.
Adolescente con pericolose inclinazioni alla tossicodipendenza, brillante commessa di una Londra anni 80 capace di dare l’oblio, rampante pubblicitaria della Milano da bere e infine mamma, regista con delle storie da raccontare al di là di un meccanismo di cinema di largo consumo  (con cui pure occorre scendere a compromessi) e moglie con alti e bassi. Eugenia vive da stakanovista, individua obiettivi e non molla fino a raggiungerli.
Eugenia sceglie i suoi obiettivi professionali e di vita quasi senza farci caso – più per urgenza di vivere che per desiderio o passione – e li centra con dedizione, incalzando passi fin troppo lunghi e distesi.
Un gioco che a quarant’anni si spezza in uno scontato eccesso di stress psicofisico causato delle troppe energie spese nello scappare, partire, traslocare e lavorare e nelle troppo poche investite nel risolvere i conflitti con sé stessa.
 Banale.
Addirittura serviranno ulteriori eventi perché Eugenia capisca che la vita si vive vivendo e non macinando risultati.
Un’Eugenia testona, dunque, che si ferma in una terra di mezzo tra la donna bionica che molte di noi vorremmo essere e le donne normali, con problemi pratici e conflitti interiori da governare, che tutte noi siamo.
Con la non trascurabile differenza che quel messaggio pieno di elementi di verità  – ma francamente un po’ trito  – della vita fatta anche e soprattutto di piccole cose, della filosofia del take it easy del carpe diem, noi – donne comuni – lo avevamo compreso giocoforza già da tempo.
Eugenia non diventa una nostra amica, ma forse in lei rivediamo una tipa che conosciamo e che frequentiamo saltuariamente, certamente in gamba ma un po’ fanatica, pedante e tendenzialmente lamentosa…ma allora il karma pesante cos’è? Un nervosismo esistenziale?!