domenica 14 ottobre 2012

Donne volanti: Amelia Earhart e le donne aviatrici


Amelia Earhart e tutte le sue "sorelle volanti" hanno saputo portare la grazia e l'eleganza anche nell'azzurro dei cieli. Tenaci, indomite, abili quanto gli uomini, nel cui mondo hanno osato entrare

Qualche anno fa, il museo Baracca di Lugo di Romagna organizzò una mostra intitolata "L'altra metà del cielo. L'epopea delle donne pilota".
I curatori della mostra, gli studiosi di aeronautica Mauro Antonellini, Angelo Emiliani e Paolo Varriale hanno cercato di fare conoscere la vita e le imprese di un gruppo di donne, che sebbene diverse per estrazione sociale e Paese di appartenenza, furono tutte accumunate dalla passione per il volo e l'avventura.
Donne che non si fecero alcuna remora ad entrare a fare parte di un mondo che era dominato dagli uomini.

La più famosa è sicuramente Amelia Earhart, il cui nome suonerà familiare anche alle più giovani, in quanto nel 2009 la regista Mira Nair le dedicò l'omonimo biopic interpretato da Hilary Swank e Richard Gere.


Amelia, longilinea, bionda, dai lineamenti delicati è una crocerossina che alla divisa da infermiera preferisce la tuta da aviatore. Il futuro marito, l'editore George Palmer Putnam, ne intuisce lo spirito indomito e invece di relegarla al ruolo di moglie di rappresentanza la asseconda. Sarà grazie all'appoggio di George che Amelia riuscirà a diventare la prima donna ad attraversare l'Atlantico e la prima a compiere la trasvolata in solitaria.


Amelia è oramai per tutti Lady Lindy e George è al suo fianco.
George che è editore invita la mogliettina a narrare le sue avventure. Il libro intitolato "20 hours - 40 minutes" diventerà un best-seller. Il sodalizio negli affari tra George e Amelia si estende ben presto anche alla moda.
Amelia è bella e come ogni donna ha il suo pizzico di vanità che la spingerà a diventare disegnatrice di moda creando la mise di volo per le donne aviatrici: pantaloni morbidi corredati da cerniere e grosse tasche, e a cui Vogue darà ampio spazio con un servizio tutto dedicato a Lady Lindy.


Anche l'Italia ha avuto le sue coraggiose aviatrici.


Fiorenza De Bernardi è figlia d'arte.
Il padre pilota da caccia durante la Grande Guerra, è il vincitore della Coppa Schneider del 1926.
Fiorenza non gli è da meno! Diventa la prima pilota di linea in Italia, poi nel 1969, assunta da Airtirrena è il primo comandante donna e la prima donna in Italia con licenza di pilota di ghiacciai!

Aloisa Guarini Matteucci degli Angeli è una gloria del volo forlivese.

Come si intuisce dal cognome è di nobile lignaggio, contessa dal casato illustre in quanto la nonna, la marchesa Pepoli era figlia del Keiser.

Aloisa alle gonne preferisce i pantaloni, alla bicicletta per signorine, la moto da maschiaccio e ovviamente, il suo aereoplano.

Ammiratissima nelle gare di volo, non solo per la bravura, ma anche per la bella presenza.


Come si nota dalle foto, Amelia e le sue "sorelle volanti" sono state le prime ad inaugurare lo stile boyish, uno stile sensuale e androgino, che consiste nell'indossare capi del guardaroba maschile rendendoli iperfemminili con piccoli dettagli.
Il giubbotto in pelle rappresenta il pezzo centrale di tutto il guardaroba della perfetta aviatrice, largo spazio a dolcevita dal collo alto e camicie dal taglio maschile. Cintura in pelle sempre ben in vista su pantaloni che possono essere attillati, perfetti da indossare con un paio di stivali, oppure a palazzo ( i preferiti da Amelia) da indissare con un paio di stringate.