sabato 17 novembre 2012

Recensione del libro "Rossovermiglio di Benedetta Cibrario" a cura di Enrica Guariniello


 

 

Intendiamoci: i gusti sono gusti, le motivazioni alla lettura variano da persona a persona e da momento e momento.

Inoltre occorre considerare anche il ruolo delle recensioni e del passaparola, che esercitano un certo incentivo o disincentivo alla lettura di un libro, ma che comunque non eliminano il rischio che poi il libro in questione non piaccia.

Lo scopo di questa premessa – ovvia e un po’ banale – è ribadire che una recensione è l’argomentazione di un giudizio personale e dunque sempre sindacabilissimo.

ROSSOVERMIGLIO è la narrazione della storia della protagonista, nobildonna torinese trapiantata nel Chianti.

È una storia che attraversa il Novecento (o almeno tutta quella parte di Novecento storicamente più densa) e che ha la pretesa di esserne specchio dei fatti e dei cambiamenti più rilevanti.

Tuttavia le guerre, la decadenza della nobiltà e dell’agiatezza basata sulle rendite, il decoro sociale, il matrimonio, la separazione e la convivenza, la libertà di autodeterminazione delle donne, l’enologia come imprenditorialità e rispetto dell’ambiente risultano temi soltanto abbozzati, che restano su uno sfondo opaco.

In primo piano è invece la storia d’amore della protagonista con un uomo sfuggente e oscuro, ma dotato del fascino degli individui tormentati che custodiscono segreti...come nei migliori romanzi di Lyala e Harmony!

Ed anche la prosa assume un tono da soap opera.

…Insomma, se anche cercassi svago nella lettura, non lo porterei neppure sotto l’ombrellone!!!