domenica 2 dicembre 2012

Recensione del film "Venuto al mondo di Sergio Castellitto"



La famiglia Castellitto oramai è una impresa: Margareth Mazzantini scrive romanzi che poi vengono tradotti sullo schermo dal marito, registra e attore, Sergio Castellitto. Il figlio Pietro ogni tanto fa capolino, ma è ancora molto acerbo.

"Venuto al mondo" è la storia di un amore e di un ossessione: l'amore di Gemma per il più giovane fotografo americano Diego, e la sua ossessione di dargli un figlio,  un "lucchetto di carne" che lo leghi a lei per sempre.
Gemma con questa frase diventa lo specchio di quelle donne insicure che pensano che un figlio possa essere la soluzione per creare un laccio indissolubile con il proprio uomo, peccato che questo pensiero fisso alla fine si riveli la trappola mortale che finisce per distruggere un rapporto che propabilmente sarebbe durato anche senza un bimbo.
Sullo sfondo le guerre balcaniche che tutti noi abbiamo vissuto attraverso lo schermo televisivo, come se si trattasse di un telefilm a puntate, quando invece erano spaventosamente vere e a pochi passi dal nostro opulento e menefreghista Paese.
Il finale però non è quello che sembra.
Penelope Cruz è intesa e brava per tutta la durata del film, il personaggio di Gemma è quello maggiormente delineato, assieme ad Aska, sua amica-rivale.
Aska è interpretata da Saadet Aksoy, attrice turca dall'incredibile sguardo azzurro.
I pesonaggi maschili mi hanno lasciata invece alquanto perplessa, troppo sopra le righe, troppo "macchiette", sia Diego, interpretato da Emile Hirsch (guardatevi "into the wild" e se avevate dei dubbi sulla sua bravura), sia Gojko, poeta e innamorato respinto di Gemma.
Bella la colonna sonora e la fotografia, tuttavia è un film che non mi ha convinto.