giovedì 23 maggio 2013

Recensione del film " Viaggio Sola di Maria Sole Tognazzi"


Margherita Buy è un ispettore in incognito con un ex, che ha la bella faccia di Stefano Accorsi, una sorella sconclusionata sposata ad un musicista perennemente affamato di cibo e sull'orlo di una crisi di nervi, e due nipotine con l'argento vivo addosso.
La sua vita è il suo lavoro.
L'ispettore in incognito, sia che debba recensire ristoranti per la guida Michelin, sia che debba eseguire il controllo di qualità di strutture alberghiere, ha come suo fido compagno di viaggio il trolley, con pc - tablet sempre a portata di mano, ed un buon libro per passare le serate in camera d'albergo.


A Margherita la sua vita piace, macina km in aereo dorme negli hotel a cinque stelle più belli del mondo, di cui controlla meticolosamente la qualità del servizio offerto.
Si trova a vivere brevemente in posti incantevoli, circondata dal lusso, ma senza poterli condividere con qualcuno.
Un giorno a Parigi, due a Shangai e poi di nuovo a Berlino, le mattine sempre uguali, letti morbidi e anonimi dove ti svegli intontita dal jet leg, chiedendoti a volte dove ti trovi, per fortuna che quando si torna a Roma c'è sempre Stefano per una chiacchierata, oppure per fumare una sigaretta.


Già Stefano che è rimasto una presenza fissa nella sua vita, ma che ora aspetta un figlio da una con cui ha saltato la cavallina due o tre volte, ed ora nel suo cuore si insinua un tarlo che rode e la fare stare male.

Il tarlo della gelosia? No quello della paura, paura di non avere più qualcuno lì ad aspettarla quando l'aereo atterra.

Come scrisse Karen Blixen "non si può andare a cercare il Graal con un passeggino", ci sono obiettivi che non puoi raggiungere con un pupo in braccio, anche se si sa, le donne tendono a volere tutto.

Film che tratta della solitudine e dell'indipendenza, dell'essere felici fuori dal classico schema di moglie e madre, l'indagine di Maria Sole Tognazzi però rimane solo in superficie.

Liberarsi dalle proprie gabbie mentali è una vittoria, l'importante è esserne consapevoli, senza perdere i di vista i propri punti di riferimento.