domenica 2 giugno 2013

La sagra della Badessa - Ozzano


Con la bella stagione (che per ora viste le condizioni climatiche ancora bella non è) iniziano le rievocazioni medievali in molti paesi d'Italia.

Lungo la strada che mi porta da Forlì a Bologna c'è il paese di Ozzano Emilia, che festeggia con la Sagra della Badessa, l'infelice storia d'amore della monaca Lucia.


La leggenda della monaca Lucia

La leggenda tramandata di generazione in generazione narra che nei pressi della Chiesa di Settefonti sorgesse un monastero camaldolese che "ebbe gloria dalla monaca Beata vergine Lucia da Settefonti". 
La monaca Lucia era amata da un giovane del luogo, il cavaliere di ventura Rolando, il quale si recava al monastero solo per poterla vedere, percorrendo ogni mattina a cavallo, uno stretto sentiero sui calanchi.
Lucia soleva ascoltare la messa affacciata alla finestra della sua piccola cella, ed il giovane si appostava nelle vicinanze per poterne vedere il bellissimo volto.
Lucia accortasi dell'interesse del giovane si privò della messa e non aprì più la finestra.

ma la misteriosa dama in rosso non trovate che assomigli a Kate Middleton?

Rolando, perduta ogni speranza di rivedere Lucia, partì per le crociate dove venne catturato dai saraceni.
In prigione dovette decidere se abiurare la fede cristiana e convertirsi, oppure andare incontro alla morte.
Ricordandosi della sua amata Lucia, il giovane soldato pregò a lungo e caduto nel sonno gli apparve Lucia che lo invitò a deporre sulla sua tomba i ceppi che lo incatenavano.



La leggenda vuole che Rolando riuscisse a tornare vivo nella sua terra per deporre i ceppi della sua prigionia presso la Chiesa di Sant'Andrea di Ozzano, dove ancora oggi sono conservati, insieme alla salma della beata Lucia. 
Si narra che all'arrivo del cavaliere, la fonte di acqua che alla morte di Lucia si era seccata, miracolosamente prese a sgorgare di nuovo.
Del monastero camaldolese dove visse la bella Lucia purtroppo non rimane alcuna traccia.

Il gioco medievale dell'Alquerque ovvero, cattura la lepre

L'Alquerque è un gioco medioevale di origine medio - orientale.

Simile alla dama, questo gioco da tavolo ha intrattenuto soldati, patrizi, imperatori, sfaccendati, nobili, giocatori d'azzardo o semplici cittadini.


Il gioco venne introdotto in Spagna con la dominazione araba e descritto nel "Libro de los juegos" che raccoglieva tutti i giochi fino ad allora conosciuti. Dalla Spagna l'Alquerque si diffuse poi nel resto d'Europa.

Istruzioni per giocare

Spetta alla sorte decidere chi inizia a giocare.
Le pedine si muovono lungo le linee del tavoliere, di un incrocio alla volta, in orizzontale, verticale, oppure diagonale. Si mangia come nel gioco della dama, vale a dire saltando la pedina da catturare ed occupando lo spazio libero dietro di essa.
Il movimento all'indietro in verticale, diagonale o orizzontale è permesso solo per catturare una pedina.
Le pedine che sono state mangiate vengono rimosse dalla scacchiera.
Quando la cattura è possibile, deve essere eseguita; in caso contrario, la pedina che non ha eseguito la cattura viene tolta dal gioco.
Come nel gioco della dama, anche nell'Alquerque è ammessa la cattura multipla, anche cambiando direzione dopo ogni salto. 
La partita termina quando uno dei due giocatori non ha più pedine, oppure quando uno dei due giocatori viene intrappolato e non riesce più a muoversi.
Nel caso in cui nessuno dei due giocatori possa più mangiare vince chi ha più pedine, nell'ipotesi in cui entrambe abbiano lo stesso numero di pedine, il gioco finisce in parità.

I biscotti della Badessa


Qui sopra ho fotografato gli ingredienti dei biscotti della badessa, che vengono preparati proprio in occasione della sagra.

Buonissimi, sono croccanti e speziati e venivano venduti al prezzo di 1 Euro al cartoccio, ovviamente io e Gabry non potevamo non prenderli.


Mercatino medievale


Come in ogni rievocazione medievale che si rispetti non potevano mancare le bancarelle del mercatino medievale.



Le persone che fanno parte dei gruppi di rievocazione storica non si limitano a sfilare con bellissimi abiti o  a duellare, bensì studiano e ricostruiscono oggetti ed armi che facevano parte della vita quotidiana di epoche passate. Si tratta in questo caso di una vera e propria branca di studi che prende il nome di "archeologia sperimentale e ricostruttiva".


Ogni compagnia d'arme ha infatti anche i propri laboratori dove si lavora con strumenti e tecniche di altre epoche e dove si costruiscono armi, abiti, gioielli che servono poi per la rievocazione.
In ogni compagnia è anche presente il maestro di campo che istruisce i rievocatori ad interpretare i propri ruoli, costui è un pò il regista dell'evento passato che viene rievocato.

Ho fatto parte per un breve periodo di una compagnia d'armi, studiando scherma medioevale ed è stato molto divertente ed istruttivo. Mi sa che il prossimo anno riabbraccio la mia Exalibur.