domenica 1 settembre 2013

Living in Bologna: Piazza del Nettuno


Rubrica tutta dedicata alla mia amata-odiata Bologna.

Romagnola trapiantata in Emilia per ragioni di lavoro, sogno prima o poi di ritornare nella terra della piadina lasciando le tigelle e le crescentine, anche se forse, una volta tornata, finirei con il rimpiangere Bologna la dotta, la grassa, la rossa.

Bologna è stata la città dei miei studi universitari, dopo essermi laureata avevo fatto ritorno nella mia Forlì, ma il mio addio alla città felsinea si è rivelato solo un breve arrivederci. Ci sono tornata nel 2002 e da allora non l'ho più abbandonata. I suoi portici, i colori delle sue mura, il vociare e l'allegria degli universitari che bivaccano in piazza Verdi, e la statua del Nettuno fanno parte della mia quotidianità.

La statua del Nettuno (1564), che i bolognesi chiamano affettuosamente "il Gigante", è opera dell'artista fiammingo Giambologna, ed è il simbolo del potere del papato: così come Nettuno è il signore che regna sui sette mari, così il papato domina il mondo. Ai piedi del Nettuno vi sono quattro putti che rappresentano i quattro fiumi più grandi all'epoca conosciuti: il Nilo, il Gange, Il Rio dell Amazzoni ed il Danubio.

Tutti gli studenti che devono superare un esame importante e vorrebbero farsi amica la sorte, dovrebbero girare due volte in senso antiorario attorno alla fontana.

La fontana monumentale è uno dei luoghi preferiti per darsi appuntamento quando ci si vede in centro. Durante il pomeriggio e in serata è sempre pieno di gente che sotto il severo sguardo dei Dio dei mari aspetta di vedere comparire i propri amici con cui passare un pomeriggio nella biblioteca Sala Borsa,  oppure andare in giro per negozi o vedersi per prendere un aperitivo.