domenica 8 settembre 2013

Mademoiselle C, una parigina a New York






Madame C è una fashion icon tra le più influenti, se ti capitasse di incrociarla per strada è quel tipo di donna che non potresti fare a meno di osservare poiché in grado di catturare l’attenzione nonostante la sua divisa sia quasi sempre identica: tacchi alti, gonna preferibilmente stretta al ginocchio, capelli castani morbidi sulle spalle, e occhi bistrati di nero come il suo idolo, Luisa Casati Stampa, la divin marchesa.
La sua voglia di assomigliarle verrà successivamente soddisfatta grazie ad un memorabile servizio fotografico di Karl Lagerfeld, dove l'ex modella si divertirà ad impersonarla.
Idoli a parte, Madame C ha trovato il suo stile, qualche volta si diverte a tradirlo, ma poi “torna alle sue regole” che anche se non sembrano creative, in realtà rispecchiano la sua forte personalità.

Ed è quello che tutti dovremmo fare: vestirci non per essere alla moda, ma per fare emergere il nostro carattere.




Usando un termine caro a Paris Hilton, Madame C è’ la BFF, Best Friend Forever, di Riccardo Tisci, nonché la donna ideale di Tom Ford.
Madame C è la protagonista un film – documentario diretto da Fabien Constant che verrà proiettato a New York  questa settimana, in concomitanza con le sfilate internazionali dedicate alle prossime collezioni primaverili.
Madame C, anzi Mademoiselle C, visto che non si è mai sposata ma si è saputa tenere stretto il suo non-marito Christian Reston con cui vive da trent’anni, è Carine Roitfeld ex Editor in Chief di Vogue France, e per le lingue velenose, rivale storica di Anne Wintour.

Carine rimane a capo dell’edizione francese per circa dieci anni, trasformandola nella più elegantemente aggressiva e trasgressiva testata del gruppo Condé Nast. Le immagini di Vogue France sotto la direzione di Carine le riconosci immediatamente: sottilmente torbide, è la prima a fare riferimenti espliciti al bondage, provocanti, Carine gioca con l’ambiguità utilizzando splendidi travestiti e trasforma le più angeliche top model in angeli neri pronti a fare cadere lo spettatore.

Il suo obiettivo è quello di riportare Vogue France alla qualità degli anni Settanta, periodo in cui vi collaborarono anche Jean Cocteau e Francoise Sagan.

Acclamata, osannata, ad un certo punto Carine commette un passo falso: sotto l’obiettivo di Tom Ford immortala languide bambine truccate e vestite come donne adulte, è scandalo pedofilia, il gruppo Condé Nast è investito dalle polemiche e sacrifica l’editore in capo che aveva riportato ai vertici Vogue France.

Carine però è un’abile imprenditrice e una donna che conosce bene le sue potenzialità, infatti ama dire io penso che si possa sempre superare se stessi e penso di avere quel tipo di energia per trovare qualcosa che sarà un’immagine iconica”, di conseguenza fa tesoro dell’esperienza acquisita e fonda il proprio giornale CR Fashion Book.
Ora sopra Carine esiste solo Carine, e penso che non ci sia soddisfazione più grande che decidere da soli la propria linea editoriale, sia che tu diriga una rivista, sia che tu crei il tuo piccolo blog.
Quando crei una cosa in cui credi le energie si triplicano e come dice Mademoiselle C, vai avanti, anche se le risorse sono minori, perché è eccitante realizzare i propri progetti”.

Un bel messaggio quello di Carine, ma io aggiungo, solo chi ci crede veramente alla fine arriva alla meta.

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