domenica 6 ottobre 2013

Editoriale del n. 1 di ottobre 2013: Verso uno stile di vita sempre più consapevole e green


Nell'editoriale n. 4 di settembre 2013 avevo già parlato di come, osservando i nuovi negozi che aprono nelle nostre città, stia cambiando la nostra società: mercatini dell'usato e negozi vintage, sale giochi e negozi compro oro rappresentano rispettivamente l'aspetto positivo e negativo di questo periodo di crisi economica.
Un altro settore in via di espansione, legato ad uno stile di vita più rispettoso dell'ambiente e a comportamenti più consapevoli, è la ristorazione vegetariana e vegana.
Aumenta il numero delle persone che si accosta per la prima volta al tema della sostenibilità ambientale, che cerca di essere informato in quanto non è più il tempo del consumismo sfrenato, bensì di scelte attente e consapevoli. Lo stile di vita occidentale, che ci ha regalato parecchi privilegi sta ora presentando il conto con ricadute sociali, ambientali ed economiche, ecco perché occorre fermarsi un attimo a riflettere per capire quali sono le nostre reali necessità. Il consumo non è solo un fatto privato, bensì collettivo. Le persone stanno lentamente modificando i propri comportamenti verso scelte etiche che vanno dalla tutela delle risorse alla riduzione dell'inquinamento, dalla difesa dei diritti, allo sviluppo della solidarietà.
Io stessa grazie anche alla pratica giornalistica che sto facendo presso AGESI sto diventando un consumatore informato, e se dal punto di vista nutrizionale sono sempre stata attenta a quello che mangiavo limitando il consumo di zucchero, sempre eccessivo e nascosto nei nostri cibi, dal punto di vista fashion ho scoperto solo di recente (diciamo da due anni) i mercatini e la loro filosofia del riuso.
I comportamenti sostenibili non sono solo legati al rispetto dell'ambiente e a questioni etiche, ma abbracciano in maniera più ampia anche la riscoperta della solidarietà e delle comunità, in via Centotrecento è nata ad esempio un'associazione che promuove le piazze del vicinato, piccoli luoghi autogestiti dove i frequentatori della via hanno la possibilità di conoscersi, responsabilizzarsi e combattere così indifferenza e degrado urbano. Sempre in via Centotrecento ha aperto una paninoteca vegana, mentre se passate da via S.Isaia potete fermarvi da Canapè.
Sembreranno frasi fatte, ma ognuno di noi nel suo piccolo può fare la differenza, non è necessario rivoltarsi come dei calzini e cambiare completamente il proprio stile di vita, basta iniziare a fare attenzione ai nostri comportamenti quotidiani ed essere consapevoli che ogni modifica che apportiamo può contribuire concretamente a migliorare la nostra comunità.