domenica 27 ottobre 2013

Libri: 10 considerazioni sulla lettura de I MISERABILI di Victor Hugo, a cura di Enrica Guariniello




Quando la Letteratura consegna alla Storia un Testo – prego notare l’uso quasi ieratico delle maiuscole – l’opinionista si muove in un campo minato.
Eh sì, perché la gioia di condividere il proprio pensiero e la propria esperienza di lettore deve contemperarsi con le necessità di non urtare la sensibilità culturale dominante e di non impantanarsi in pericolosi tecnicismi interpretativi.

Per questi motivi mi limito ad esprimere 10 considerazioni sulla lettura de I MISERABILI di Victor Hugo, lasciando ai lettori della Gatita di trarre le proprie personali conclusioni.

3 CONSIDERAZIONI ISTITUZIONALI
1) È un classico e – come tutti i classici – è formativo.
2) È un ottimo romanzo storico.
3) È un’opera che ha ispirato molti artisti, quindi è oggetto di moltissime citazioni.

3 RAGIONI PER LEGGERLO
1) La meticolosità (tipica Ottocentesca) di Hugo nel descrivere le pieghe dell’anima di ciascun personaggio pone il lettore dinanzi ad un panorama umano, vasto e variegato, che – a ben guardare -  è senza tempo.
2) L’intreccio di storie, passioni e caratteri ha un impatto emotivo dirompente, soprattutto per il lettore più disposto a farsi contaminare emotivamente.
3) Jean Valjean: è un personaggio che vale la pena di incontrare.

3 RAGIONI PER NON LEGGERLO
1) Lo stile meticolosamente descrittivo (tipico Ottocentesco) può risultare pesante.
2) La storia è molto lunga e l’intreccio delle vicende piuttosto complesso e forse un po’ inverosimile.
3) Le digressioni storiche o belliche (a meno che non siano oggetto di specifico interesse per i lettori) contribuiscono a rendere il romanzo – come si dice in gergo tecnico?! – un “polpettone”.


L’ultima considerazione – che proprio non riesco ad inserire nei precedenti gruppi di ragioni – evergreen ma indubbiamente tamarra – fa intellettuale aver letto un libro così lungo….

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