sabato 7 dicembre 2013

Living in Bologna: il mercatino di Natale francese



Per il secondo anno consecutivo torna a Bologna il mercatino di Natale francese.
Gli chalet in legno hanno preso il posto che una volta era occupato dalla pista di pattinaggio su ghiaccio e da piccole baite che vendevano prodotti ed artigianato proveniente dal Trentino Alto Adige.


La parola d'ordine è quindi Francia in tutte le sue espressioni: dai formaggi celebrati in tutto il mondo e di cui ne esistono circa 300 tipi suddivisi in famiglie e di solito classificati in base alla consistenza ed al contenuto della loro crosta, allo champagne, il cui perlage rende frizzante l'atmosfera, dai caldi croissant appena sfornati, ai biscotti al burro con oltre venti varietà di farciture.


Il mercatino di Natale francese è una tentazione; di fronte ai suoi colori ed odori crolla ogni mio risoluto impegno all'alimentazione sana, povera di zuccheri e grassi, e pensando che tanto è Natale e che il mio buon proposito di mangiare vegan si concilia meglio con l'austerity del nuovo anno, mi avvento su un morbido waffel.


Passando innanzi alla boulangerie mi lascio tentare dai croissants appena sfornati e ne approfitto per acquistare anche due baguettes e poi seguendo la scia profumata giungo innanzi allo spazio dedicato alla degustazione.


I guduriosi biscotti bretoni mi hanno così riempito che mi limito a guardare e....ovviamente fotografare.


L'atmosfera transalpina è però quest'anno meno francese.


Non mi sto riferendo ai prodotti, che sono tutti originari d'oltrealpe, ma agli addetti alle vendite!
Mentre il primo anno i commercianti francesi erano scesi loro stessi a Bologna ed in piazza XX settembre si sentiva parlare la lingua dei galli, quest'anno tra gli chalet si sentono invece i più svariati accenti italiani. Siccome sono curiosa come un gatto non ho potuto fare a meno di chiedere alla ragazza che mi serviva i waffel questa "stranezza"....in un mercatino francese in genere mi aspetto di interagire con un commerciante francese e invece niente di più sbagliato. Gli avveduti galletti per vendere di più hanno preferito mettere sui banchi ragazzi e ragazze italiane: le vendite aumentano se l'addetto parla alla perfezione la lingua del posto, se poi sai fare anche il "finto francese" ancora meglio.