domenica 19 gennaio 2014

Recensione del film: Capitan Harlock, il futuro è già passato


Ritorna sul grande schermo il tenebroso pirata dello spazio, quel Capitan Harlock che, verso la fine degli anni Settanta ed i primi anni Ottanta, imperversava con la sua ciurma sulla seconda rete nazionale.
La Toei Animation, specializzata nel settore degli anime, lancia il suo guanto di sfida alle più blasonate case di produzione statunitensi, regalando ai fan di Harlock una nuova avventura, dove grazie al 3D, allo spettatore sembrerà veramente di essere sul ponte di comando dell'Arcardia.


L'Harlock del grande schermo è rimasto bello e affascinante come lo era nei mie ricordi di bambina, ma al tempo stesso è diverso: è un uomo che ha sbagliato compiendo un errore fatale, un uomo combattuto, come tormentati sono i co-protagonisti, Logan e suo fratello Ezra, divisi dall'amore per una donna che mai potranno più avere, e uniti nella volontà ultima di difendere la madre patria Gaia, ovvero la Terra.

Il vero volto dell'attore che impersona Harlock
Computer Animation ai massimi livelli e ritmo serrato scandito dalla colonna sonora degli One OK Rock, anche se per noi bambini negli anni Settanta, la canzone rimarrà sempre e solo quella intonata dai Pirati delle Stelle.



Harlock è il personaggio più antico creato da Leiji Matsumoto, e basato sui ricordi di guerra del secondo conflitto mondiale di suo padre.



Come i block busters ed i cult movies fantascientifici che lo hanno preceduto Capitan Harlock il futuro è già passato condivide una visione cupa sulla società: il futuro è solo la somma continua degli errori passati, la degenerazione su tutti i fronti della società odierna, tuttavia il fiore che rinasce sulla Terra indica la possibilità di ritrovare la perduta capacità di sognare un mondo diverso e migliore.