domenica 3 agosto 2014

Un libro tirato fuori dal cassetto: #Mambotango di #FrancoDiCrosta


Gli italiani sono un popolo di santi, navigatori e....scrittori.
Gli abitanti del Bel Paese dopo avere sudato sulle terzine di Dante, essersi perduti nell'infinito di leopardiana memoria ed indossato le maschere pirandelliane che il teatro della vita impone, sognano di emulare le gesta proprio di quei poeti e scrittori che hanno amato ed odiato sui banchi di scuola, e che magari erano il loro spauracchio durante le interminabili interrogazioni della prof. di italiano.


Un italiano su due tiene nascosto nel cassetto della propria scrivania un libro: i più timidi si limitano a farne partecipe gli amici ed i familiari, i più arditi invece lo inviano a varie case editrici, nella speranza di una risposta positiva....perché occorre essere realistici: molti scrivono, alcuni sanno scrivere bene, ma veramente pochissimi possono dirsi scrittori, e quindi degni di essere pubblicati, Franco Di Crosta appartiene a quest'ultima categoria.
Serio ed inappuntabile bancario di giorno, sognante vagabondo sulle strade di Cuba di notte, dove alla tastiera del suo pc fissava i ricordi di esperienze vissute in prima persona.

  
 

                                          
Mambo Tango, questo il suggestivo titolo dell'opera prima di Franco.
Il mambo ed il tango, due balli in apparenza lontani e diversi, eppure vicini e ricchi di significato per il nostro autore. Nati tra gli anni trenta e quaranta, il primo dai ritmi della musica degli schiavi africani di Cuba, il secondo dalla musica nostalgica di quel crogiuolo di razze che andava formando la nazione argentina. Due balli che sembra inconcepibile unire: troppo diversi nel ritmo e nello stile delle figure, a meno che non si decida di sovvertire gli schemi e creare qualcosa di nuovo, di inconcepibile, un ritmo che non esiste ancora, un ritmo nuovo: il ritmo del cuore che batte forte, che frantuma le maschere che indossiamo e che lascia finalmente trasparire le sue emozioni.



Romanzo di viaggio, quasi una guida spirituale alla bellissima Cuba.
In Mambo Tango il protagonista decide di partire per cercare sollievo alla solitudine e al vuoto che lo attanaglia: tutti abbiamo nella nostra mente un'isola che non c'è, un luogo che nella maggior parte dei casi non coincide con quello in cui siamo nati e viviamo, e dove magicamente tutti i nostri problemi spariranno, dove tutti i nostri dolori saranno leniti, ma la realtà è diversa.
Cuba è affascinante, può essere il paradiso oppure l'inferno, ecco quindi che Mambo Tango diviene un romanzo di formazione, il viaggio del protagonista a Cuba è prima di tutto un viaggio che compie all'interno della propria anima, per trovare sé stesso e per trovare il suo personale ritmo del cuore, il suo mambo tango.