martedì 9 settembre 2014

I #gatti trionfano ad #Argillà 2014 e ci insegnano la loro filosfia


Durante l'edizione 2012 mi ero accorta che negli stand le statuette ricorrenti erano i gufi, nell'edizione 2014 è il trionfo invece dei gatti!


Numerosi ceramisti hanno dato la loro interpretazione personale dell'indipendente felix the cat.


Gatti panciuti e sornioni, oppure stilizzati, gatti con la codina alzata, così li si può utilizzare anche come porta anelli, oppure gatti bizzosi.


Per gli amanti dei cani ad Argtillà 2014 sembrava non esserci posto.


I gatti hanno regnato sovrani in questa edizione.


Mentre io ero intenta a fotografare le statuette miciose, Gabry da buon dottorando cercava di dare una interpretazione sociologica al proliferare di felini in terracotta, raku e ceramica: se il gufetto 2012 poteva significare che gli italiani avevano bisogno di una notevole dose di fortuna per superare la crisi che iniziava a farsi sentire, ora che siamo in piena deflazione e recessione mettersi la statua di un micio in casa cosa può significare? Forse che occorre adottare la sua filosofia di vita per uscire indenni da questi tempi difficili?






e qual'è la filosofia del gatto?
Da sempre visto come un menefreghista ed opportunista, in realtà il gatto ci insegna il valore dell'indipendenza, ma anche della pigrizia: adorabile animale commistione di vizi e virtù, imprevedibile nelle reazioni, ha incantato con i suoi occhi, la sua innata eleganza schiere di artisti, poeti e filosofi.

E proprio sul the cat's way of life il giornalista Salvatore Patriarca ha scritto un libro intitolato appunto "La filosofia del gatto"

Un ottimo libro da leggere preferibilmente con un bel micio sulle nostre ginocchia.