lunedì 13 ottobre 2014

Intervista alla #truccatrice Monica Volpato #trucco #maquillage #makeup

Monica Volpato in azione
Questa settimana mi sono divertita ad intervistare una ragazza che ha avuto il coraggio di inseguire la sua passione e piano piano si sta costruendo una carriera in un mondo, quello dei make up artist, che richiede grande professionalità, disponibilità a viaggiare, e capacità di entrare in sintonia con il tuo cliente.

Monica Volpato è stata molto disponibile e mi ha raccontato come è nata la sua carriera, le piccole strategie adottate per farsi conoscere e quali sono i prodotti che ogni ragazza dovrebbe avere nel suo piccolo beauty. 

Ciao Monica, raccontami quando è nata la tua passione per il trucco
Sono laureata in Scienze della Formazione ma ho sempre sentito forte dentro di me l’esigenza di esprimermi con il colore, anche se non riuscivo a capire bene come fare, in quanto non avevo mai fatto un percorso di studi artistici; successivamente mi è capitato di lavorare per quattro anni con i non vedenti e questo mi ha aiutato a comprendere che anche loro hanno un senso estetico uguale a chi ci vede in quanto siamo tutti immersi in un mondo visivo, e quindi mi capitava spesso quando ero in aula con loro, durante i corsi di formazione, di aiutare le ragazze a ritoccarsi il trucco, e da lì diciamo che è nata la mia passione.

Quali studi hai compiuto per diventare una make up artist?
Mi sono diplomata alla Art and Make up School di Bologna e poi ho fatto anche un corso di acconciature, però è un lavoro che si impara sul campo: la scuola ti dà una buona base ma dopo è con la pratica costante che impari.

Quali materie si insegnano?
Alla scuola di trucco abbiamo spaziato: abbiamo avuto la possibilità di studiare i vari tipi di maquillage: dal trucco correttivo a quello cinematografico, dal maquillage teatrale, al trucco televisivo, passando anche per le varie epoche storiche, in più abbiamo anche seguito delle lezioni di acconciatura e fatto dei piccoli stage sui set fotografici e dei lavori per la televisione, ad esempio per lo Zecchino d’oro.

Quali sono le differenze tra trucco teatrale, cinematografico e di moda?
Il trucco teatrale è molto più pittorico ed incisivo in quanto deve essere un trucco che si deve vedere anche ad una certa distanza, il trucco cinematografico deve essere invece il più reale e naturale possibile, il trucco fotografico e di moda deve avere zone ombra ben definite, quello televisivo è invece un po’ un misto tra il fotografico ed il correttivo.

Quale è secondo te il trucco che richiede il maggior numero di ore di pratica e l’avere acquisito già una buona tecnica?
Probabilmente il trucco correttivo, soprattutto quello da sposa, nel teatro ad esempio possono bastare cinque colori per fare già un buon make up, mentre nel trucco correttivo devi tenere conto del tipo di pelle, delle varie tipologie di viso e occhi.

Per un truccatore esiste una parte del volto più difficile da truccare?
Diciamo che dipende molto dalla morfologia della persona che devi truccare, ad esempio ti può capitare di truccare una persona che ha delle labbra molto sottili e che sarebbe bene fare sembrare leggermente più grandi, oppure ti può capitare una persona che ha delle rughe attorno agli occhi molto marcate; sostanzialmente non esiste per me una parte del volto più difficoltosa da truccare, in generale dipende dal tipo di volto che si trova sotto il mio pennello.

Come ti tieni aggiornata?
Più che altro cerco di informarmi molto leggendo dei blog dedicati alle novità in campo cosmetico, ma devo ammettere che la cosa che funziona maggiormente consiste nel chiedere consiglio a coloro che lavorano nel settore da più tempo, quindi chiedere a colleghi già affermati.

I colleghi già affermati sono quindi propensi a condividere con te quello che hanno imparato in anni di esperienza, i loro segreti? Non hai trovato alcuna resistenza?
Per mia esperienza personale devo dire che con alcune persone si è instaurato un buon rapporto e c’è realmente una buona condivisione, ovviamente dipende molto da persona a persona.

Truccare secondo te è più arte oppure più tecnica?
Creatività mista a tecnica, per quanto mi riguarda io vado molto ad intuito, quindi uso le tecniche che ho imparato ma poi mi faccio più ispirare dal mio intuito.

Quindi quanto conta in questo lavoro la creatività e la fantasia e quanto l’avere acquisito già una buona tecnica?

Pongo entrambe sullo stesso piano.

Trucco eseguito da Monica Volpato
Come hai iniziato a muovere i primi passi come professionista?
Quando ho iniziato a frequentare la Art and Make up School di Bologna io facevo un altro lavoro, lavoravo con i disabili, quindi facevo il lavoro per il quale avevo studiato e poi correvo a frequentare le lezioni di trucco, poi una volta diplomata visto il periodo economico e soprattutto le mie esigenze personali ho dovuto prendere una decisione ed incanalare le mie energie solo in un settore e ho optato per la professione di make up artist, anche se agli inizi avevo un po’ di paura nell’avere preso questa decisione che assecondava una passione nata tardivamente in età adulta. Rompere il ghiaccio è stata dura, forse perché fino ad allora ero abituata ad avere dietro le mie insegnanti.
I miei primi lavori sono stati con dei fotografi, facendo dei TF che sono dei Test Free, vale a dire delle foto fatte gratuitamente dove dalla modella al fotografo, dall’acconciatore al truccatore, tutti prestano gratuitamente la loro opera, in questo modo si creano contatti ma soprattutto hai le foto dei tuoi primi lavori e con quelle inizi a formare il tuo book professionale. Poi ho fatto i biglietti da visita, ho iniziato anche a promuovermi sui social network e piano piano mi sono fatta il mio giro, quindi adesso ho persone che mi conoscono e apprezzano ed hanno fiducia in me.

Con chi collabori?
Principalmente collaboro con case cosmetiche e con fotografi.

E’ un ambiente molto competitivo?
Parecchio, si gareggia un po’ per chi ha i prodotti migliori, la mano migliore, ma questo poi avviene in tutti in campi.

Quali sono a tuo avviso le caratteristiche che un buon truccatore deve avere per farsi apprezzare e farsi un nome nell’ambiente?
Deve essere responsabile e affidabile. E’ molto importante come ti poni, se risulti serio, in pratica più che l’effetto finale del trucco conta se trasmetti un’immagine professionale. Essendo un lavoro che viene considerato “artistico”, molti nell’ambiente si comportano da “artisti”, in questo caso io ho notato che le persone apprezzano di più la correttezza, la responsabilità, l’igiene e la tua attitudine di saperti relazionare con le persone. Io cerco sempre di garantire la massima correttezza, se ad esempio non sono convinta fino in fondo di un lavoro preferisco rifiutare.

Dal punto di vista del marketing e della comunicazione quale è stata la tua strategia di autopromozione?
Passaparola, Social Network in particolare Facebook e poi le conoscenze che mi ero fatta.

Quindi nel tuo lavoro quanto conta il passaparola?
Moltissimo, è soprattutto con quello che si lavora, poi per me vengono anche le piccole attività promozionali come mi è capitato di fare recentemente con La Bioprofumeria di Bologna: degli incontri dove trucco le clienti e dove ho la possibilità di lasciare il mio biglietto da visita.

Che ruolo giocano i Social Network nel tuo lavoro, per esempio ci sono make up artist come Clio Zanmatteo che sono diventate famose grazie a youtube
Per le nuove generazioni sono un canale importante. Io uso tantissimo Facebook, ho la mia pagina ed il mio profilo. Facebook mi offre un contatto immediato.

Pensi che i Social Network possano svalutare in qualche modo la professione? Ad esempio so che ci sono pareri contrari, ci sono dei make up artist che guardano un po’ dall’alto in basso chi utilizza questi canali promozionali
Dipende, questo atteggiamento è comune un po’ in tutte le professioni, ci sono i sostenitori e i detrattori, i social sono entrati in maniera dirompente oltre che nelle nostre vite anche nelle nostre professioni, per me che sono della nuova guardia è un normale strumento di lavoro. Magari Facebook non è considerato il social più professionale, ma io lo trovo immediato, poi uso anche Tumblr, ma Tumblr è più un blog, una sorta di manifesto, di sito dove io dico al mondo “Ecco questi sono i miei lavori”.

Make up realizzato da Monica Volpato
Trucco, maschera per nascondere la nostra anima, per camuffare le nostre debolezze oppure strumento per fare emergere la nostra personalità?
Dipende da come lo usi, per quanto riguarda la vita quotidiana può essere una maschera se usato male, come tutte le cose. In molti ambienti oltre ad un determinato dress code esiste anche un make up code quindi è bene che la donna si trucchi, che corregga le discromie del viso, che metta un gloss leggero. Il trucco del suo viso trasmette la cura ed il rispetto che ha verso se stessa e verso gli altri, di conseguenza trasmette anche il potere che ha quella donna: “Io ho potere perché mi curo”. Non truccarsi  in alcuni ambienti può quindi non essere bene.
Per me il trucco non deve essere una maschera, anche nelle occasioni più importanti deve essere qualcosa che si abbraccia bene alla persona che lo porta.

Nel tuo lavoro incontri più persone sicure o insicure?
Viviamo in un mondo di insicuri.

Quando ti trovi di fronte un volto da truccare, indipendentemente dalla sua bellezza, dalla sua perfezione, che cosa provi?
Il mio obiettivo è fare emergere la vera bellezza della persona, regalarle armonia, in modo tale da rivelare la sua bellezza.

Che rapporto si instaura tra truccatore e cliente?
Io cerco di condurre per mano la mia cliente alla scoperta della sua vera autenticità, io le tendo la mano e l’accompagno non semplicemente truccandola ma dandole anche dei consigli di self make up.

È più semplice truccare una modella, un’attrice o le persone comuni che vengono alle tue sedute di trucco?
Preferisco le persone comuni perché sono quasi delle tavole bianche, le modelle e le attrici passano di truccatore in truccatore, e soprattutto la modella ha l’attitudine dovuta alla professione che svolge di mettersi a disposizione del truccatore: è come se dicesse “io sono qui per svolgere questo lavoro, preparami, fai di me quello che vuoi”. Questo è il suo ruolo ovviamente, ma io trovo che in questo modo in qualche modo la sua bellezza sfiorisca, che diventi come un oggetto inanimato. Le persone comuni sono come delle pagine bianche in quanto la maggior parte delle donne non sa come è fatto realmente il viso, quali sono i suoi punti di forza, non sa quali possono essere i prodotti migliori, quale trucco la valorizzerà di più, e qui diciamo esplode tutta la mia sensibilità nell’accompagnare queste donne alla scoperta della loro bellezza.

Che cosa ti richiedono maggiormente le clienti?
La copertura delle occhiaie

Un difetto per te è da mimetizzare oppure in qualche caso da esaltare?
Alcune cose è meglio coprirle, come le discromie della pelle, poi dipende dalla personalità della cliente.

Trucco leggero per il giorno, più audace la sera, concordi con questa regola non scritta?
In parte accetto questa regola, ma dipende da come è fatta la persona e dal suo carattere, se ha un carattere forte allora può stare bene anche con trucco più audace durante il giorno, ma mai pesante, mai qualcosa che scada nel volgare o stoni.

I tuoi prodotti top, quelli che devi avere assolutamente on te in quanto veramente ottimi in base alle prestazioni
Mmm, ok vado con l’elenco: Touché Eclat di YVL correttore illuminante; la cipria fissante della Ben-nye, e i correttori per le occhiaie Prolong Wear di Mac e i fondotinta di Lancome, per quanto riguarda il mascara è difficile consigliare perché è l’oggetto in assoluto più personale che esista, e quello che va bene a me a te potrebbe non avere lo stesso effetto

In questo ultimo periodo vanno molto i cosmetici bio come li trovi?
Hanno leggermente meno resa non avendo i siliconi, io li compro alla Bioprofumeria in via San Vitale o da Iacai Bellezza che si trova in via Santo Stefano. Sul lungo periodo hanno dei vantaggi, in quanto non hanno allergeni e procurano meno punti neri, sono ottimi per il trucco da giorno e se non hai particolari discromie da coprire.

Qualche marca di trucchi bio da consigliare?
Benecos la più economica ma veramente buona, l’italiana Neve Cosmetics che ha le palette arcobaleno bellissime e la Color Caramel, molto buona a livello professionale anche se leggermente più cara.

Che rapporto hai tu con il trucco?
Non mi trucco pesante, ma non riesco ad uscire senza, come minimo devo coprire le occhiaie, mettere un fondotinta di base e un pò di mascara, poi su di me magari preferisco non truccare tanto gli occhi e mettere un rossetto più deciso.

Per te che cos’è il trucco?
Un modo per fare emergere la personalità del cliente ma anche una parte di me stessa.