martedì 5 luglio 2016

Abruzzo, la costa dei trabocchi - parte seconda

Rete da pesca, trabocco, Abruzzo - Foto di Monica Gatti
Nella nostra seconda tappa di viaggio ci siamo concentrati sulla costa.
Il nostro campo base è stata la cittadina di Vasto dove abbiamo alloggiato per tre notti al B&B La Collina. 
Posto discreto, camere pulite dotate di televisore ma non di aria condizionata. Il punto forte di questo B&B è la colazione: i biscotti e le marmellate tutto preparato in casa!
Lo consiglio per chi vuole fare solo una piccola sosta e soprattutto per chi sa effettivamente cosa significa vivere in campagna, qui si sentiva il gallo cantare e nelle recensioni ho letto di chi se ne è lamentato....non so che cosa queste persone desiderino veramente ma se vai in un b&b che è parte di una tenuta agricola mi sembra più che normale sentire il cane abbaiare, il gallo cantare e tutti i rumori che sono tipici della vita di campagna, perciò se siete troppo cittadini meglio astenersi da certi posti.

Ingresso della Lecceta di Torino di Sangro, Abruzzo - foto di Monica Gatti
Dopo una giornata dedicata tutta al relax in spiaggia, gli altri due giorni li abbiamo dedicati ad esplorare nuovamente i dintorni.
Ci siamo quindi diretti alla Lecceta di Torino di Sangro, una riserva naturale regionale dove vive e si riproduce la più ampia popolazione di testuggini terrestri.

Lecceta di Torino di Sangro, Abruzzo - Foto di Monica Gatti
Munitevi anche qui di scarpe da tekking o comunque almeno di scarpe da ginnastica.
I percorsi che possono essere seguiti sono tre: uno per le mountain bike, il percorso Natura adatto a tutti, e quindi specifico per chi ha anche i bimbi, e il percorso escursionistico per i più allenati.
Noi volevamo rimanere polleggiati e quindi abbiamo fatto il percorso natura.
All'ingresso della riserva c'è un'attrezzata area pic-nic, con una fontana da cui sgorga acqua potabile e un piccolo bar.

Trabocco Punta Tufano, Abruzzo - Foto di Monica Gatti
Verso mezzogiorno ci siamo diretti alla costa dei trabocchi, per pranzare al Trabocco Punta Tufano.
I trabocchi sono edifici che venivano e vengono tutt'ora usati per la pesca.
I primi trabocchi vennero costruiti verso la fine del Settecento, una sinuosa passerella conduce dalla scogliera alla piattaforna, centro vitale del trabocco, da cui si protendono 4 imponenti pennoni che hanno il compito di reggere la grande rete quadra, usata dai contadini - pescatori.

Costa dei trabocchi, Abruzzo - foto di Monica Gatti
Alcuni di questi trabocchi sono stati trasformati anche in piccoli ristoranti.

Trabocco di Punta Tufano, Abruzzo - Foto di Monica Gatti
Siccome si tratta di strutture piccole, i posti non sono molti, quindi consiglio vivamente di prenotare il vostro pranzo, oppure la cena.
Il trabocco che abbiamo provato noi, quello di Punta Tufano (Rocca San Giovanni) è ottimo. Il menù comprende tre antipasti, un primo, un secondo, frutta, dolce, caffè, acqua e bottiglia di vino compresi nel prezzo più che onesto di 35 Euro.
Punta Tufano inoltre è uno dei pochi trabocchi didattici, cioè il suo proprietario lavora anche con scolaresche e spiega con passione la vita dei pescatori e l'arte della pesca.

Abbazia di San Giovanni in Venere, Abruzzo - Foto di Monica Gatti
Una volta terminato il pranzo, vale la pena dirigersi verso l'Abbazia benedettina di San Giovanni in Venere.

Veduta della costa dalla collina dell'Abbazia di San Giovanni in Venere - foto di Monica Gatti
L'abbazia si trova su una collina che domina la costa, contornata di ulivi, querce e pini.

Veduta dall'Abbazia di San Giovanni in Venere, Abruzo - Foto di Monica Gatti
Dal suo belvedere si può ammirare uno dei più bei panorami di tutta la costa.
Ma il più bel tramonto è quello che si ammira nella riserva naturale di Punta Aderci.

Tramonto sulla spiaggia di Punta Aderci, Abruzzo - Foto di Monica Gatti

Con il calare della sera diventa quasi un luogo magico, con il suo solitario trabocco a ricordo di tempi passati.

Trabocco di Punta Aderci, Abruzzo - Foto di Monica Gatti

Trabocco di Punta Aderci, Abruzzo - Foto di Monica Gatti

Abruzzo - prima parte

Ah....ultimi consigli di viaggio e piccole curiosità.
Viaggiando in Abruzzo vi potrà capitare di vedere molti scheletri di case o condomini, molte case iniziate e non completate; incuriosita da questo ho chiesto alla gente del luogo che mi ha spiegato che i casi che si possono verificare sono tre: gli abruzzesi hanno il culto della casa di proprietà e quindi appena hanno un pò di soldi decidono di iniziare a costruire, quando i soldi finiscono i lavori vengono interrotti, in attesa che il proprietario riesca a raggranellare nel tempo qualche altro soldo per cercare di portare a compimento la casa...in questo modo ci sono case che non sono mai state finite o che per essere costruite ci hanno impiego quasi venti anni.
Il secondo caso riguarda invee le costruzioni abusive, capita spesso che vengano iniziati i lavori dove non è possibile edificare, quindi quando tutto questo viene scoperto ecco che i lavori giustamente si interrompono....solo che quanto costruito abusivamente non viene poi distrutto e rimane ad imbruttire il paesaggio.
Il terzo caso riguarda soprattutto gli scheletri di condomini, qui le società sono riuscite ad avere dei finanziamenti che non sono stati sufficienti a portare a termine i lavori.

Infine un consiglio spassionato attenzione alle strade, purtroppo la manutenzione che viene fatta non è molta e quindi sono comuni strade con buche, tratti non asfaltati, tratti parzialmente franati oppure vere e proprie strade dissestate, comunque tutto superabile.